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Il baghèt, lo strumento |
| Il
baghèt della media Valle Seriana
e Valle Gandino è composto dalla sacca, la "baga", dalla canna
del canto la "diana", dai due bordoni detti "orghègn" e dal
"bochì", con cui si riempie la "baga". La tonalità originale era attorno al LA. La "diana" emette otto note, partendo dall'anulare, mentre chiudendo anche il mignolo si ottiene la sensibile. I due bordoni sono così intonati: una ottava sotto la diana quello piccolo, e due ottave sotto quello maggiore. L'ancia della "diana", in canna palustre, è un'ancia doppia ed è chiamata "pìa". Quella dei bordoni è semplice e viene chiamata "spölèta". La baga era in pelle di capra o pecora, con il pelo rasato e lasciato all'interno. Veniva ritagliata, piegata su se stessa e poi cucita lungo il bordo inferiore. Gli strumenti rimanevano quasi sempre all'interno della cerchia dei parenti, ed erano i suonatori stessi che provvedevano alla manutenzione ed alle eventuali riparazioni |
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![]() Lo
strumento appertenuto alla famiglia "Serì", originaria di
Semonte di Vertova (Bergamo). I "Serì" chiamavano la cornamusa
con il termine di "pìa" (© foto di Valter Biella) |
![]() Lo
strumento del "Manòt" di Gandino ( © foto di Valter Biella) |
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a sinistra:
radiografia dello strumento dei "Serì". La concavità interna era ricavata senza applicare un tappo, ma direttamente da un blocco compatto di legno. La foratura della canna del canto è conica e ottenuta con un unico utensile ( © foto di Valter Biella) |